Poche parole

Tanta amarezza quando vedo che per screditare un’idea che non piace si estrapola una frase di un discorso molto più ampio, molto provocatorio, di una esponente femminista molto dura e la si mette in bella mostra per sostenere che tutte le donne sono arrivate alla follia pur di portare avanti le loro idee.

Tanta amarezza quando vedo persone intelligenti, voler talmente stare dalla parte del loro fidanzato da fare del benaltrismo e che si sentono “controcorrente” nel volerci insegnare che invece di stare a parlare sempre di “patriarcato” dovremmo manifestare per pene più dure, perché il problema sta nella giustizia e che per certi crimini andrebbe buttata la chiave.

Ottima soluzione, complimenti.

Tanta amarezza vedere quanto sia difficile per certe persone smetterla di credere fermamente solo nella loro testa, nonostante gli dimostri continuamente nei fatti che forse qualcosa non va, ed invece no, si continua ad odiare, si continua a sentirsi superiori alla marea di gente che questo sabato è scesa in piazza, con sempre più uomini che finalmente stanno ascoltando, capendo, rivoluzionando un mondo pieno di ingiustizie.

Questo voler restare sempre coerenti con se stessi, con le proprie idee, con i propri valori è una di quelle idee malsane che ci hanno messo in testa per far sì che nulla cambi.

Bisogna mettersi sempre in discussione, sempre.

Bisogna avere il coraggio di ascoltare quella voce che continua a dare fastidio nella testa e prendere una strada che ci libererà da tutte quelle contraddizioni che sentiamo dentro.

Sono un po’ triste oggi, nemmeno arrabbiata, proprio triste, ma per fortuna c’è ancora domani (di cui -spoiler- spero riuscire a scrivere presto.

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Laureata in filosofia, giornalista pubblicista, podcaster, formatrice, amo i gatti, i libri e viaggiare.
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