Cuore l’innamorato

C’è qualcosa che non riesco a mettere bene a fuoco riguardo questo libro che, nonostante tutto, mi è piaciuto molto.

Il nonostante tutto, sta nel fatto che questo romanzo è a tutti gli effetti un romancequel genere letterario noto in italiano come romanzo rosa, che si focalizza sulle relazioni amorose, con una struttura spesso idealizzata e a tratti fiabesca, un genere che ho sempre “schifato” perché non ho mai apprezzato quel tipo di narrazione sull’amore e che ho ritenuto di livello inferiore rispetto ad altri generi.

Oggi mi rendo conto che in questa mia convinzione c’è anche moltissima ignoranza e pregiudizio ma di base resto sempre molto diffidente verso questo genere.

Ricordo ancora che una persona che conoscevo anni fa mi chiese se mi piaceva leggere e, alla mia risposta affermativa, aggiunse:

Cosa leggi, romanzi rosa?

Rimasi letteralmente scioccata da tale supposizione, sia perché era chiaramente un commento sessista sia perché probabilmente associavo i romanzi rosa alle collane Harmony, sia perché mi sentivo odiosamente al di sopra di quelle frivolezze, io studentessa di filosofia che anche nel tempo libero leggeva dei saggi di una pesantezza infinita.

Oggi ho capito per fortuna che in ogni genere letterario c’è la possibilità di incontrare della bellezza e che ogni genere può regalare sorprese che non ti aspetti.

Che poi alla fine, la stessa Lily King deve avere qualche problema simile al mio riguardo ai romance perché in un’intervista dice: “Scrivo d’amore, ma per favore non chiamatelo romance. (…) Mi interessa la realtà. E catturare le stranezze, l’umorismo e i momenti sorprendenti di connessione”.

Ma andiamo alla trama del libro, vi copio la sinossi direttamente qua:

La protagonista di Cuore l’innamorato, aspirante scrittrice, sa riconoscere una buona storia d’amore: i segreti e i sottotesti, gli alti e i bassi. Ma la sua storia d’amore più grande, quella che ha vissuto in prima persona, non ha mai seguito le regole. Nell’autunno dell’ultimo anno di college la ragazza incontra due studenti modello del suo corso di Letteratura, Sam e Yash. Grandi amici che vivono fuori dal campus nell’elegante casa di un professore in anno sabbatico, i ragazzi la invitano a entrare nel loro inebriante mondo fatto di fervore accademico, battute a raffica e partite a carte; la soprannominano “Jordan” e le fanno scoprire rapidamente i piaceri dell’amicizia, dell’amore e dell’ambizione intellettuale. La passione giovanile, però, è imprevedibile e lei si ritrova presto al centro di un triangolo amoroso complicato. Mentre la laurea si avvicina e si allontana, questi tre ventenni si trovano a fare scelte che cambieranno per sempre le loro vite.

Alcuni decenni più tardi, Jordan sta vivendo la vita che sognava, e i giorni vulnerabili di un tempo sono solo un ricordo. Ma quando una visita a sorpresa e una notizia inaspettata fanno precipitare il passato nel presente, la donna torna in quel mondo che si era lasciata alle spalle ed è costretta a confrontarsi con le decisioni e gli inganni che hanno segnato la sua giovinezza.

Questo romanzo è diviso in tre momenti della vita.

La prima parte è ambientata negli anni del college, un periodo della vita che, insieme all’infanzia, ho sempre amato particolarmente. In questa storia c’è tutto quello che serve per provare una forte invidia per la vita di questi tre: studiano quello che amano, frequentano un corso di scrittura super stimolante, hanno conversazioni brillanti, vivono in una casa bellissima lasciata da un professore universitario. Il tutto è accompagnato da continui riferimenti letterari che riescono perfettamente a far sentire quell’atmosfera privilegiata di chi ha potuto vivere una vita del genere nell’ambiente accademico. Poi ci sono i rapporti tra le persone, quelli che King riesce a descrivere in modo davvero sorprendente, facendoti sentire lì, nella testa della protagonista, motivo per cui è impossibile staccarsi da questo flusso di pensieri della vita della protagonista.

La prima parte quindi potremmo definirla un romanzo di gioventù con tutta quella incredibile energia e curiosità di un periodo della vita dove tutto sembra possibile.

Poi diventa un romanzo per adulti e allora troviamo la stanchezza, la tristezza di come alcune cose siano andate, di quello che poteva essere e non è stato e anche se diventare adulti significa dire addio alla giovinezza, secondo Lily King, questo non comporta dire addio all’amore o alla speranza.

“L’amore non è forse una forma di speranza?”, si chiede ad un certo punto.

La parte che forse mi ha lasciato più spiazzata è l’ultima parte, di cui non voglio fare spoiler, in cui è quasi impossibile non piangere.

Non riesco a ricordare un libro in cui ho pianto in questo modo.

Il dolore cresce e alla fine esplode, ed è impossibile non farsi coinvolgere. L’autrice tocca corde che non vorremmo mai andare a rivivere se non costretti dalla vita, quella che a volte ci mette davanti alla malattia, alla sofferenza, alla perdita.

Allora lì ti chiedi, ma è giusto che in un romanzo si debba prendere uno schiaffo del genere?

Fino a che punto si può parlare di malattia e morte senza scadere in quella che potremmo definire “pornografia del dolore”?

Io credo che probabilmente su questi argomenti c’è ancora tanto da imparare e nessuno vuole davvero vedere anche in un romanzo che sembrava quasi leggero, quanto la vita invece possa essere tragica, ingiusta, crudele.

Ma la vita è tragica, ingiusta e crudele.

La vita ci mette di fronte a dolori inconcepibili, a scelte ingiuste, a contraddizioni senza senso ed è la stessa che prima di fa sognare, sperare, amare, volare e poi ti fa cadere fino a schiantarti e a chiederti cosa sia andato storto, che n’è stato di quella felicità, di quella spensieratezza, di quella convinzione che l’amore vinceva su tutto.

La vita è così, può essere leggera, spensierata, piena di promesse e poi crudele, ingiusta, bastarda.

Guardandolo così questo Cuore l’innamorato è un libro vero, che ti spiazza, che ti lascia quella nostalgia verso quei giorni felici, ma anche la consapevolezza di aver vissuto tanto proprio per questo fa così male.

Forse quel non riuscire a mettere a fuoco di cui parlavo all’inizio è esattamente questo: il senso di smarrimento che la vita ti lascia, quelle domande sul tempo, sul rimpianto, sul non farsene una ragione con cui comunque dobbiamo continuare a vivere arrendendoci al fatto che una risposta non l’avremo mai ma finchè saremo qui, vale la pena provarci, vale la pena amare, “che passato e futuro non esistono, che questo è l’unico momento che abbiamo, e poi questo e poi questo…”

“Sei qui”.


Titolo: Cuore l’innamorato

Autrice: Lily King

Edizioni:Fazi editore

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Laureata in filosofia, giornalista pubblicista, podcaster, formatrice, amo i gatti, i libri e viaggiare.
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